Amianto in città 
ABBIATEGRASSO (9 marzo 2010) – Diverse le segnalazioni arrivate in redazione, da parte di cittadini preoccupati per la presenza di coperture di Eternit (composto da cemento ed amianto) sui tetti di case, palazzi, fabbricati... Ma qual è l’effettiva situazione ad Abbiategrasso? Esiste una mappatura dell’Eternit? Cosa ha fatto il Comune e cosa deve fare chi possiede ancora tetti in Eternit? Queste le domande che abbiamo rivolto all’ing. Antonio Carrozza, che lavora presso il Comune di Abbiategrasso, nella sede di villa Sanchioli (Servizio Ecologia-Ambiente), e che da anni si occupa della questione Eternit e di altre tematiche legate all’ambiente e all’edilizia. Sull’Eternit e il suo smaltimento esiste una ricca legislazione: leggi e decreti nazionali, una legge regionale della Lombardia che ha poi dato vita al Pral (Piano regolatore amianto Lombardia), approvato il 22 dicembre 2005, e direttive della Comunità Europea. Tra le azioni ritenute necessarie dal Pral la mappatura dell’amianto presente sul territorio regionale, tramite l’attività di Asl, Arpa e Comune, attraverso il telerilevamento da aereo e, per altri manufatti contenti amianto, un censimento per gradi, in funzione della valutazione del rischio per l’ambiente e per le persone. “In parte, in Lombardia, questo lavoro è stato fatto, e in parte no. Ad Abbiategrasso abbiamo realizzato una mappatura dell’Eternit attraverso il telerilevamento da aereo e le ‘autonotifiche’ che ci sono arrivate. Man mano che riceviamo le certificazioni dell’avvenuta bonifica, aggiorniamo le mappe,” spiega l’ing. Carrozza, mostrando varie piantine della città, dove si possono vedere zone prima “marroni” poi diventate “verdi”: proprietari di case, fabbriche, capannoni, aziende che negli ultimi 5 anni hanno fatto un’autonotifica (attraverso il modulo NA/ 1, scaricabile anche dal sito del Comune di Abbiategrasso, nella parte dedicata all’amianto, o reperibile presso la sede di villa Sanchioli, in viale Carlo Cattaneo). In 2 anni sono state presentate 78 autonotifiche. Questi 78 proprietari, “virtuosi”, hanno cioè comunicato (all’Asl e/o al Comune) di possedere dell’amianto, hanno fatto fare una valutazione sullo stato di conservazione (attraverso l’indice di degrado) e, in base al punteggio, hanno avuto un tot. di tempo per rimuoverlo. Importante è quindi incentivare chi possiede ancora l’amianto a fare queste autonotifiche che permettono, agli enti, di monitorare la situazione sul territorio e ai proprietari di tenere sotto controllo lo stato delle proprie coperture d’amianto e provvedere poi alla bonifica. In tutta questa operazione di mappatura e censimento, che Abbiategrasso sta portando avanti, “i Comuni hanno la possibilità di attivare sinergie a livello locale con organizzazioni e associazioni disponibili a collaborare”. “Il 90 % dell’amianto presente in città è stato censito, il problema è che non tutti fanno le autonotifiche che invece sono obbligatorie. Chi è in possesso di amianto, sia soggetti pubblici che privati, deve dichiararlo, tenendo così monitorata la situazione con una figura esperta che fa dei controlli sullo stato di conservazione. Se si viene trovati con l’amianto in stato di degrado, scatta la denuncia”, spiega l’ing. Carrozza. Nel 2006 la stima sull’Eternit presente in Lombardia registrava questi dati: 22,6 kmq da smaltire, in tutto 800.000 metri cubi. L’obiettivo fissato dalla Regione è la rimozione totale di tutto l’amianto presente in Lombardia entro il 2015. In Italia mancano però le discariche, e tutto l’Eternit, o quasi, viene smaltito in Germania. Importante, raccomanda l’ing. Carrozza, è farsi dare dalla ditta che fa la bonifica la certificazione di avvenuto smaltimento presso una discarica autorizzata (il rischio è quello di pagare una ditta che fa le bonifiche ma che poi, invece di smaltire correttamente il materiale, lo abbandona in giro o in “discariche abusive”, con il rischio di sanzioni per il proprietario). Continueremo sui prossimi numeri a parlare di amianto, cercando innanzitutto di capire quando è pericoloso, tempi, sanzioni e costi di smaltimento, quali sono le zone in città che devono ancora essere bonificate (senza dimenticare che in molti l’hanno già fatto), come e perché può essere conveniente sostituire coperture in Eternit con pannelli fotovoltaici. S.O. Commenta Articolo Chiudi Articolo
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